Palazzo Pirelli

Il team di Wesual
December 31, 2020

STORIA DI UN PALAZZO E DELLA SUA CITTÀ

Giò & Giulia l’hanno scelto come luogo in cui deporre le uova, tra una migrazione e l’altra. La coppia di falchi pellegrini da qualche mese ha dato alla luce Lisa&Lea, due falchette che sono stata adottate dalla Regione Lombardia e dai tanti milanesi che possono osservare la vita dei due rapaci con una webcam installata dalla Regione sul grattacielo più alto di Milano, il Palazzo Pirelli.
Il Pirellone, come viene affettuosamente chiamato dai milanesi, è stato progettato dell'architetto Gio Ponti nel 1950 e inaugurato nel 1960 dalla società di pneumatici Pirelli che, in seguito ai bombardamenti del ‘43, aveva perso la sua sede manifatturiera, uno dei principali bersagli degli “alleati”, decisi a colpire l’industria manifatturiera italiana.

Nel 1960, con i suoi 127 mt di altezza, il Palazzo Pirelli era l’edificio in calcestruzzo armato più alto dell’Unione Europea, almeno fino al 1966 anno di costruzione della Tour du Midi di Bruxelles. Divenne, così, l’edifico più alto di Milano, trasgredendo l’ordinanza comunale che dagli anni 30 stabiliva che nessun edificio dell’area urbana potesse superare la Madonnina del Duomo di Milano, decreto che già in precedenza, aveva impedito alla Torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri “per rispetto della Madonnina”. Il problema fu risolto con uno stratagemma riparatore: fu installata sul tetto del Pirellone una copia della statuina della Madonnina milanese, anch’essa d’ora, della dimensione di 85 cm.

Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio
Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio

Oltre a Giò Ponti - che diresse anche le fasi di costruzione dell’edificio -, lavorò al progetto un pull di architetti di fama internazionale costituito da Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi e Egidio Dell’Orto. Opera architettonica importante, propria del razionalismo italiano, il Palazzo Pirelli è ancora oggi uno degli edifici in calcestruzzo armato più imponenti al mondo, tale da aver ispirato la costruzione del Pan Am Building (oggi MetLife Building) di New York, della torre del Banco Atlantico di Barcellona e il grattacielo della Lonza Group di Basilea e, per finire, il grattacielo Telefunken di Berlino.

La sua destinazione e proprietà cambiarono nel 1978, quando la Regione Lombardia lo rileva dalla Società Pirelli affidando i lavori di ristrutturazione a Boo Noorda, architetto e designer olandese radicatosi a Milano negli anni 50, a cui la città deve anche l’identità visiva della metropolitana.

Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio
Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio
Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio

Il 2003 è l’anno di una seconda ristrutturazione strutturale, motivata, purtroppo, dal tragico evento del 18 aprile 2002, quando un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano del palazzo che ospitava la biblioteca e l'archivio dell’avvocatura. Da allora, la parte centrale del 26° piano è dedicata alla memoria di che nello schianto persero la vita. Nel complesso, il Palazzo risentì dei danni provocati dall’impatto e dal conseguente incendio e dell’inondazione attivata automaticamente dagli impianti antincendio. La grande quantità d’acqua mise duramente alla prova la tenuta della soletta che si abbassò di circa 40 cm, ma non crollò. Anche i piani inferiori subirono numerosi danni, ma la concezione "nerviana" propria dell'edifico garantì la complessiva tenuta della struttura portante.

Fu la volta di instituire un nuovo gruppo di lavoro composto da storici, architetti, ingegneri ed esperti nelle specifiche materie per decidere i criteri d’intervento da adottare. Alla fine, si optò per un restauro conservativo, riprendendo le teorie di Giò Ponti per riportare il grattacielo alle originali aspirazioni.

Grattacielo Pirelli , Milano - Foto: Igreg Studio
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